Chimica

Centrifugazione

Titolo: Separazione dei componenti di un miscuglio mediante la centrifuga
Obiettivo: Separare i componenti di un miscuglio mediante la centrifuga
Principio Teorico:  La centrifuga si utilizza per separare miscugli contenenti particelle molto piccole con la densità simile a quella del liquido. L’operazione consiste nel sottoporre a rotazione elevata il miscuglio contenuto nella provetta, utilizzando la centrifuga.
Strumenti:                                                                     Sostanze:
Provetta                                                                             Acqua
Centrifuga                                                                         Olio
                                                                                          Terriccio

Procedimento:  Abbiamo versiamo in una provetta un po’ d’acqua, d’olio e di terriccio e abbiamo miscelato il miscuglio. Dopo aver posto le provette una di fronte all’altra nella centrifuga l’abbiamo azionata. Quando i giri della centrifuga sono finiti abbiamo estratto le provette dal suo interno.

Risultato:  Abbiamo osservato che i vari componenti si sono stratificati rendendo visibile le varie parti che componevano il miscuglio. Il terriccio,l’acqua e l’olio sono completamente distinguibili e separati l’uno dall’altro.

Conclusione:  L’esperimento è riuscito! Con la centrifuga siamo riusciti a separare i vari componenti del miscuglio.

Cristallizzazione

Titolo: Separazione dei componenti di un miscuglio mediante la cristallizzazione
Obiettivo: Separare i componenti di un miscuglio mediante la cristallizzazione
Principio Teorico: La cristallizzazione(o raffinazione) si utilizza per separare i composti liquido-solidi.

Strumenti:                                                          Sostanze:
Becker                                                                   Acqua
Fornello                                                                Cloruro di Sodio

Procedimento:
Abbiamo sciolto in un becker contenente dell’acqua una certa quantità di cloruro. Una volta sciolto abbiamo acceso il fornello e abbiamo portato il miscuglio a temperatura di ebollizione lasciando così evaporare le particelle d’acqua.

Risultato:
Una volta che tutta l’acqua è evaporata abbiamo ottenuto la il cloruro di sodio però in dimensioni ridotte
Conclusione:
L’esperimento è riuscito! Con la cristallizzazione siamo riusciti a separare il cloruro di sodio dall’acqua.

Cromatografia

Titolo:   Separazione dei componenti di un miscuglio mediante la cromatografia.
Obiettivo:  Separare i componenti di un miscuglio mediante la cromatografia.
Principio Teorico:  La cromatografia rivela i componenti dei miscugli anche complessi. E’ opportuno utilizzare un solvente chiamato eluente o fase mobile, che trascina i componenti del miscuglio attraverso un fase fissa o stazionaria. Le diverse velocità con cui i vari componenti migrano lungo la fascia stazionari sotto l’effetto della fase mobile consente di separarli uno dall’altro.
-La cromatografia su colonna è nota dal ‘900: utilizza una colonna di vetro munita di un rubinetto all’estremità inferiore e riempita dalla fase stazionaria che può essere silice, cellulosa o carbone attivo. Sulla sommità giace la soluzione da separare e gradualmente su aggiungono solventi che provocano la migrazione dei vari componenti.
-La cromatografia su carta a differenza di quella su colonna utilizza una striscia di carta sulla quale i diversi componenti, trascinati dall’eluente per capillarità, si stazionano.
-La cromatografia su strato sottile è analoga alla precedente con l’unica differenza che al posto della striscia si carta si usano apposite lastre di vetro o di alluminio ricoperte di una sottile sostanza porosa come la silice.

Strumenti:                                                                                                Sostanze:
Mortaio e pestello                                                                  Etere di petrolio
Becker                                                                                         Spinacio
Contenitore di vetro                                                               Alcol puro
Vetrino ricoperto da un sottile strato di silice
             
Procedimento:
Abbiamo pestato nel mortaio le foglie di spinacio e per facilitare la fuoriuscita della clorofilla abbiamo aggiunto un po’ di alcol puro. Successivamente abbiamo prelevato una piccola quantità di estratto di spinacio e lo abbiamo deposto sulla parte inferiore del vetrino coperto di silice, che ne abbiamo poi immerso l’estremità in un contenitore di vetro contenente l’eluente, ovvero l’etere di petrolio. Dopo poco tempo abbiamo riscontrato che per la proprietà della capillarità l’eluente ha trascinato le molecole verso la fase fissa. Una volta stazionate, si è potuta notare una stratificazione dei vari componenti che componevano il nostro miscuglio, ora facilmente distinguibili.

Risultato:
Per mezzo della cromatografia abbiamo separato e visualizzato i diversi componenti che formavano il miscuglio.

Conclusione:
L’esperimento è riuscito! Con la cromatografia siamo stati in grado di separare e rendere visibili i diversi componenti che formavano il nostro miscuglio.